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Il Gregge Digitale: Tra Analfabetismo Funzionale e Terrore Programmato

Mentre il mondo corre verso una disintermediazione finanziaria senza precedenti, la maggior parte della popolazione è rimasta ferma al palo, con l’espressione imbambolata di chi fissa un trucco di magia di cui non capisce il meccanismo. Parliamoci chiaro: sulla tecnologia blockchain e sulle criptovalute non regna solo il dubbio, regna un’ignoranza crassa, quasi fiera di se stessa.

L’Indottrinamento della Paura

Non è un caso, è un capolavoro di ingegneria sociale. Il “popolo” è stato addestrato come un cane di Pavlov: senti la parola Bitcoin e devi sbavare terrore. I media mainstream, braccio armato di un sistema finanziario che vede i propri privilegi sgretolarsi, hanno fatto un lavoro eccellente.

Hanno costruito un castello di narrazioni tossiche dove:

    • La blockchain è solo un database per narcotrafficanti.
    • Le crypto sono “soldi finti” (detto da chi scambia la propria vita per pezzi di carta colorata stampati a piacimento dalle banche centrali).
    • Ogni correzione di mercato è “la bolla che scoppia”, in un loop infinito che dura da quindici anni.

La Comoda Gabbia dell’Ignoranza

La verità è che la complessità spaventa. Capire il concetto di scarsità digitale o il funzionamento di un algoritmo di consenso richiede uno sforzo cognitivo che l’utente medio, ormai assuefatto a pillole di dopamina da 15 secondi, non è più in grado di compiere. È molto più rassicurante bollare tutto come “truffa” piuttosto che ammettere di non avere gli strumenti intellettuali per comprendere il cambiamento in atto.

“È più facile ingannare la gente che convincerla che è stata ingannata.” — Mark Twain

Il cittadino comune preferisce farsi rapinare silenziosamente dall’inflazione e dalle commissioni bancarie, purché il rapinatore indossi una cravatta e abbia un ufficio di marmo in centro. La libertà della crittografia, che impone responsabilità individuale, terrorizza chi ha sempre delegato la gestione della propria vita a entità terze.

Un Futuro di Sudditanza

Mentre l’élite e i “pochi eletti” accumulano asset e costruiscono infrastrutture, il resto della massa resta alla finestra a guardare, convinto di essere “prudente”. In realtà, sono solo vittime di un indottrinamento che li vuole poveri, spaventati e, soprattutto, dipendenti.

Quando finalmente la massa capirà (o sarà costretta a usare queste tecnologie senza nemmeno rendersene conto), sarà troppo tardi per essere protagonisti: saranno, come sempre, solo i consumatori finali che pagano il conto per la propria pigrizia mentale.

Di Raffaello Strazier